Cover Story - Making of #001

Ecco un articolo interessante sulla realizzazione di una foto molto potente nei colori! Questo articolo è stato trascritto dal vecchio sito dedicato alla formazione!


Una scena gestita nel mio nuovo studio, il Columella1 a Milano, con 7 punti luce, la bellissima Sabrina Barca e l’assistenza di Daniele Loni!

Avere a disposizione una grande sala da posa, la mia ha un limbo a uovo di circa 10mt di larghezza, 5 di altezza e 4 di profondità, permette di creare ogni sorta di allestimento. Questa creazione è frutto di una serie di immagini per lo studio del colore e l’ho voluta usare anche come locandina di un seminario che si terrà a Milano il 16 e il 17 marzo sulla gestione del colore, con Antonio Fatano ospite illustre della giornata ( info qui ).

Concept e allestimento Partiamo subito dal concept: ho voluto creare una scena che mi ricordasse la locandina di un film oppure la cover di un libro, dando una idea di qualcosa di misterioso ed utilizzando una modella con un viso attraente, che colpisse l’attenzione, ma che avesse dei lineamenti fatati che si sposassero perfettamente con la scena, quasi un po’ fantasy. Ho ricreato una piccola scenografia, senza troppi elementi, in quanto il tutto sarebbe dovuto essere arricchito con luci e colori. Ho sistemato con l’aiuto di Daniele uno sfondo di tessuto dipinto su toni di grigio, largo 6mt e alto 3, non troppo spesso in modo tale che potesse essere attraversato dalla luce. Ho recuperato un portone in legno di fine ‘800 e con alcuni pesi e stativi l’ho piazzato in scena, come se fosse sospeso. Un specie di portale più che un portone! Ho la fortuna di avere una compagna che produce splendidi corsetti e abiti storici ed ho scelto quello più carico: rosso con inserti nero!

Gestione della Luce

Dopo aver sudato per allestire la scena si inizia a sudare con l’allestimento delle luci… e qui ce ne sono ben 7 da far lavorare! Ma nessun problema, Quadralite è un azienda leader nei sistemi di illuminazione e ha tutto ciò che mi serve per produrre questa foto, essendone Ambassador Ufficiale per l’Italia, non ho avuto problemi a farmi arrivare in studio materiale supplementare ed accessori. La cosa bella dei programmi ambassador, è che c’è un confronto diretto, periodicamente ci sono idee che vengono sviluppate e sulla base delle realizzazioni ci si scambia feedback, in modo tale da arrivare a produrre sistemi perfetti sotto tutti i punti di vista! Per questa scena, ho iniziato ad allestire le luci dal fondo. Sì, sono partito con illuminare lo sfondo, per permettermi di creare la scena e poi inserire il soggetto, illuminandolo in maniera coerente. Sono quindi partito da una tecnica pittorica che richiede la creazione prima dello sfondo e poi del soggetto ritratto. Lavorando come d.o.p. e come scenografo, do sempre molta importanza alla scena, a meno che non voglia isolare il mio soggetto in uno sfondo neutro e neutrale, ma non era questo il caso! Un ruolo determinante, lo hanno avuto le gelatine colorate! Ho iniziato sperimentando la possibilità di poter proiettare una sorta di finestra sullo sfondo, inizialmente avevo pensato di proiettare frontalmente una finestra e in retroproiezione una sorta di luna. Poi ho preferito retroproiettare la finestra solamente, per evitare troppi elementi e per avere una maggiore coerenza, se la si può poi trovare nella scena finale. Per poter ricreare questo effetto ho utilizzato un Quadralite Move X 400, un flash compatto e pratico, ma robusto, leggero rispetto a prodotti più ingombranti, ma non delicato come tanti flash economici che danno l’idea di non durare da lì alla fine del lavoro. Mi ha positivamente sorpreso, lo utilizzo da poco tempo. Tra l’altro il flash è compatibile con i trigger X e quindi posso regolarne la potenza direttamente dal navigator che ho in camera, come tutti gli altri modelli di flash presenti nella scena e ai quali dedicherò nelle prossime settimane delle guide per mostrane il funzionamento. Daniele e tutti gli assistenti ringraziano per queste funzioni! Ma come ho fatto a proiettare una finestra, con un arco poi, sul fondale usando un flash? Da anni sperimento proiezioni con i flash e in molti mi conoscono per i miei “Dress in light and shadow”, foto di nudo con soggetti vestiti solo da luci ed ombre. In questo caso specifico però, ho usato un accessorio che mi ha inviato Quadralite, che non avevo mai usato: si tratta di un cono snoot con lente frontale di messa a fuoco ed alloggiamento interno di maschere che possono essere proiettate. Quindi una doppia funzionalità: uno snoot che ha la possibilità di essere messo a fuoco come se fosse un fresnel e la possibilità di proiettare delle forme. Inoltre, ha la possibilità di aggiungere filtri colorati in un alloggiamento frontale e un grande dissipatore di calore.



Io ne ho usato uno giallo, come schema cognitivo siamo portati ad usare il giallo da bambini per colorare le finestre illuminate degli edifici. Se volete capire bene quali materiali ho usato finora, vi inizio a mettere i link per approfondire Move X 400

Spot Kit

Navigator X2

Facendo delle prove, si riescono ad ottenere effetti di luce molto precisi. Il fondale grigio, non doveva risultare completamente buio, ma raccogliere un minimo di luce in modo tale da essere visto, quindi ho sfruttato sia un minimo di luce naturale, pannellando con i polistiroli l’ampia vetrata che ho in studio e che spesso utilizzo come fonte principale di luce, sia un po’ di riflessi generati dai flash presenti sul set. Ho scelto di retroilluminare il fondo con la finestra, perchè una proiezione frontale mi avrebbe creato problemi se avessi voluto usare la smoke machine e ne avevo già pronte due, una posizionata a destra e l’altra a sinistra, puntate verso il centro della scena. La seconda luce che ho posizionato, è stato un secondo Move X 400, con gelatina rossa, in modo da avere il lato del portone illuminato e la possibilità di raggiungere anche la modella. Dopodichè ho pensato a come rendere coerente il tutto, posizionando altri due flash: un Move X 400 dietro il fondale, a 4 mt di altezza, in modo tale da nasconderne lo stativo e averlo puntato come rimlight alta sulla modella ( illuminandone la testa, odio le rim light che non illuminano la parte alta della testa, non si stacca bene il soggetto dal fondo) ed un compatto e pratico Reporter 200 per assicurarmi anche tutto il lato destro della modella ben illuminato in rim. Ho aggiunto a questi due flash, un gelatina colorata, cercando di dare l’idea che la stessa fonte di luce della finestra, illuminasse anche il soggetto presente in scena. Ho utilizzato in questo caso delle gelatine arancio, in quanto quella gialla usata in retroproiezione otteneva una variante più calda del giallo e se avessi usato le gialle anche sul soggetto, avrei ottenuto una differenza di toni poco piacevoli e poco armoniosi.

Un secondo Reporter 200, flash che sono diventati i miei compagni di lavoro in ogni uscita, perchè è come avere dei lampeggiatori da studio a batteria, che stanno tranquillamente nello zaino della reflex, l’ho posizionato molto vicino al primo, equipaggiandolo con un cono snoot e puntando il portone in legno. La luce led pilota di questo modello di flash, mi ha permesso di essere molto preciso. Anche la possibilità di accendere e spegnere le pilota dal mio navigator in camera, è una funzionalità decisamente comoda e che si trova molto raramente in altri prodotti. Per approfondire i materiali usati: Reporter 200 Cono snoot

Fin’ora, abbiamo già posizionato 5 flash e la modella non è ancora entrata in gioco. Vediamo come si presenta la scena, vista in pianta!



Perchè scegliere di usare i Reporter in uno studio dove è presente un sistema elettrico da svariati Kw ( forse 10? al momento mi sfugge, ma sono moltissimi, quelli disponibili in 3 appartamenti )? Perchè oltre ad essere flash affidabili e con una discreta potenza, ho tutta l’area destra priva di cavi e occupata solo da stativi molto leggeri e facilmente posizionabili! Ho solo i due cavi dietro il fondale per i due Move X presenti anch’essi nel retro della scena e un cavo che attraversa di pochi metri lo studio, per il Move X posizionato a sinistra. Gestire scene complesse con pochi cavi è una soluzione ottimale quando, non in questo caso specifico, c’è traffico umano presente sul set.

A questo punto, ho inserito una luce ambientale, in contrasto con i toni caldi fin’ora utilizzati, quindi un verde acqua molto freddo. La luce mi sarebbe servita come fill sulla modella, il riempimento. Sì, sono andato proprio a ritroso! Ho chiuso poi con la key light sul soggetto! Quindi, ho posizionato quello che io chiamo il bestione, un Pulse X 800, in uno Stripbox 180 x 40 con griglia, puntando ipoteticamente da destra sul profilo sinistro del soggetto e a questo punto ho iniziato a regolare i vari flash con l’esposimetro, sfruttando Daniele come modello (da notare come è felice della cosa). Più o meno a fine sistemazione eravamo in una situazione del genere:


Ora ho bisogno di inserire Sabrina nel frame e quindi della key light per poterla rendere al meglio! Come luce principale sulla modella, ho usato un meraviglioso Atlas Pro 600, dico meraviglioso perchè flash del genere non si trovano facilmente, ma dedicherò degli articoli a tutti i prodotti che ho menzionato in questo making of. L’ho posizionato alla mia sinistra, puntandolo sul profilo destro della modella, tra l’altro anch’esso a batteria e quindi niente cavi che rischiano di far inciampare, all’interno di un hendexagon deep da 90cm utilizzando solo il diffusore interno, quella tendina intermedia che si trova nei softbox di buona qualità! Approfondimento sui prodotti citati: Pulse X 800 Strip Box Altas pro 600 Deep 90 cm

A questo punto, siamo in una situazione del genere: