La focale nel ritratto!

Una delle richieste che mi fanno spesso ed una sorta di dilemma che vedo spesso come domanda sui social è: quale focale utilizzare per fare un ritratto?

Prima di parlare dello strumento però, c'è da chiarire una cosa sul termine "ritratto".

Non voglio di certo in poche righe descrivere cosa è un ritratto, cosa a cui dedicherò un articolo a parte, ma volevo precisare una cosa.

Erroneamente o per una praticità lessicale, si utilizza la parola ritratto, in abbinamento a questa richiesta, per individuare il taglio, cioè il primo piano.

Ricordando che il ritratto può essere anche una figura intera, in questo articolo vorrei parlare del primo e primissimo piano, che in generale è il taglio a cui si riferiscono tutti coloro che hanno questo quesito.

Per l'occasione ho ingaggiato una modella molto particolare, Priscilla, una delle modelle più pazienti e capaci di mantenere la posa, che io abbia mai conosciuto!

Scherzi a parte, ecco qui di seguito una serie di foto, primi piani di Priscilla, realizzate a focali diffderenti.

Partiamo da un bel 24mm:

Direi che l'effetto è decisamente distorto e che per realizzare questa foto, ero realmente molto vicino al soggetto.

Continuiamo con un bel 50mm, quella lunghezza focale che viene definita normale e che possiamo anche considerare come la lente più diffusa nello zaino dei fotografi:


Si nota sicuramente una sorta di normalizzazione dei lineamenti del viso. In realtà si potrebbe prendere per buona questa foto, dove per buona intendo una foto che restituisce una corretta visione e una giusta tridimensionalità, molto simile a quella che vede l'occhio umano. Semplicemente perchè si dovrebbe poter avere la foto da un lato e Priscilla dall'altro per poter apprezzarne le differenze. Anche in questa foto con il 50mm ero abbastanza vicino al soggetto per poterlo inquadrare in un primissimo piano e non tutti i 50mm potrebbero riuscire a mettere a fuoco a questa distanza.

Di seguito invece ecco il ritratto realizzato con l'85mm:


Confrontandola con il 50, si notano dei lineamenti molto meno spigolosi. Allora allunghiamo ancora di più la focale e spingiamola a 105mm:


Ecco, in totale onestà, posso dire che mettendomi alla stessa distanza da Priscilla, quello che vedo è più o meno molto simile a quello che restituisce il 105mm!

Ma spingiamoci ancora oltre e andiamo a fotografare a 200mm:


Direi che Priscilla risulta molto più sottile e meno cicciotta di quanto non si veda in un primo piano a questa focale.


Tutto ciò è dato dallo schiacciamento dei piani o compressione delle distanze! Con una focale più lunga, si crea questo effetto e lo schiacciamento dei piani in un viso, determina questo effetto che mi sembra un po' sgradevole.

Ad esempio se dobbiamo fotografare una persona con qualche chiletto in più del peso forma, direi che possiamo usare questa focale per enfatizzare la cosa oppure evitarla per tutti coloro che ci diranno la classica frase "fammi magro"!

Diversamente, se una persona ha un naso molto pronunciato, potrebbe esssere indicata una focale corta per accentuarlo, una focale più lunga per accorciarlo.


Quando mi dicono, "tu che focale usi?", so per certo che me lo stanno chiedendo perchè vorrebbero che la mi arisposta equivalesse a un "devi usare solo un xxmm per fare un bel e buon ritratto in primo piano".


Ma non lo dirò mai.

Perchè?

Perchè sulla base di questi test, possiamo scegliere la focale che si abbina di più in rispetto del risultato che vogliamo avere e la focale che è più congeniale al nostro linguaggio!

Sì, linguaggio, perchè la fotografia è un linguaggio e non lo si deve mai dimenticare.


Ad esempio io in molti ritratti, scelgo di dare l'idea all'osservatore, di essere molto intimo col soggetto e di trovarmi molto vicino.

Ora senza nessuna fotocamera, facciamo questo test: allontaniamoci ed avviciniamoci molto ad un soggetto. E' scontato che mano a mano che ci avviciniamo, il nostro occhio inizierà a distorcere un po' le fattezze del nostro soggetto e parallelamente, se gli chiediamo di guardarci, anche lui assumerà uno sguardo sempre diverso, fino a quasi incrociare le pupille.


Quindi, per ciò che mi riguarda, la focale giusta non esiste, esiste la focale che può avere una restituzione più simile alla realtà dell'occhio umano ad una distanza congrua tra soggetto ed osservatore (fotografo) e queste sono le focali comprese tra 85 e 105mm.

Spingendosi oltre, >105, inizieremo a vedere uno schiacciamento e a doversi, amio avviso, allontanare un po' troppo. Riducendo la focale, avremo delle alterazioni prospettiche e l'esigenza di avvicinarci molto.


Ripeto che per il mio linguaggio, il 50mm, ma anche il 35mm su aps-c, sono focali che mi permettono una restituzione molto intima, un dialogo ravvicinato tra fotografo e soggetto.

Qui di seguito degli esempi a 50mm e a 35mm su aps-c.